COMUNICATO 27/05/05
A proposito del Mais 863 della Monsanto, oggetto di molte polemiche e di molti commenti nei giorni passati, il Comitato Scientifico EQUIVITA dichiara quanto segue:
La sperimentazione su animali, oltre a non fornire predittività per l’uomo, serve a trarre in inganno l’opinione pubblica
Tra le molte illegalità ed i molti inganni che hanno spianato la strada alla commercializzazione degli Ogm, uno dei più efficaci è stato l’uso della sperimentazione animale.
Il modello animale viene usato dalle aziende, siano esse chimiche o biotech, con la falsa motivazione di prevedere, attraverso di esso, le reazioni del corpo umano. Ma il modello animale viene subito disconosciuto, e la sua totale – effettiva - impredittività per l’uomo viene evidenziata non appena la risposta fornita è poco funzionale agli interessi di chi paga la ricerca.
Questo classico e assai discutibile comportamento è quello adottato dalla Monsanto che, pur avendo dimostrato attraverso lo studio sui topi che il mais Mon 863 è dannoso all’ecosistema, ha avuto buon gioco nel poter affermare che tale studio non aveva fornito alcuna indicazione di danno per la salute umana.
Va detto, inoltre, che fin tanto che la valutazione di tossicità sarà fatta sul modello animale, le aziende avranno anche modo di scegliere, come spesso hanno fatto, la risposta desiderata, ottenibile molto semplicemente cambiando specie o ceppo di animali.
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